Verifiche congiunte

Verifiche congiunte

Verifiche congiunte: cosa sono e come funzionano

Le verifiche congiunte sono uno strumento fondamentale nel panorama fiscale internazionale, permettendo una cooperazione diretta tra l'Amministrazione finanziaria italiana e le autorità fiscali di altri Paesi. Disciplinate dall'articolo 31 bis, comma 4 del DPR 600/1973, queste verifiche rappresentano un modello di collaborazione transnazionale volto a controllare le situazioni fiscali di soggetti che operano in più giurisdizioni. Il principio alla base delle verifiche congiunte è migliorare l'efficacia degli accertamenti fiscali e prevenire l'evasione fiscale attraverso un'azione coordinata e simultanea.

Qual è lo scopo delle verifiche congiunte?

Le verifiche congiunte mirano a esaminare la posizione fiscale di uno o più contribuenti che presentano attività transfrontaliere, con l'obiettivo di fornire una visione d'insieme più chiara e dettagliata rispetto ai controlli separati svolti da ciascuno Stato. Queste verifiche consentono di evitare duplicazioni di accertamenti e di ridurre il rischio di informazioni parziali o incomplete. Grazie alla cooperazione tra Stati membri dell'Unione Europea o di giurisdizioni terze, le autorità fiscali coinvolte possono:

  • Coordinare le indagini e raccogliere prove direttamente nei rispettivi territori.
  • Confrontare le informazioni fiscali e le operazioni commerciali rilevanti per l'accertamento.
  • Migliorare l'efficacia complessiva delle verifiche. Questo tipo di collaborazione transnazionale si rivela particolarmente utile per gestire casi complessi di pianificazione fiscale aggressiva o evasione fiscale internazionale. Nel prossimo paragrafo vedremo come viene avviato e implementato il processo di verifica congiunta.

Come viene avviata una verifica congiunta?

La procedura di attivazione di una verifica congiunta parte dall'individuazione di un caso specifico da parte di un'Amministrazione finanziaria. Quando un’autorità fiscale ritiene che un contribuente o un gruppo di contribuenti presenti una situazione fiscalmente rilevante in più giurisdizioni, può proporre l'avvio di una verifica congiunta. La proposta viene inviata alle autorità competenti degli altri Stati membri o giurisdizioni terze, che hanno 60 giorni di tempo per accettare o rifiutare la partecipazione.

In caso di accettazione, viene designato un rappresentante da ciascuna amministrazione fiscale coinvolta per coordinare le attività. Il coordinamento tra i vari Stati è fondamentale per garantire che la verifica venga svolta in modo efficiente e conforme alle normative di ciascuna giurisdizione. La procedura prevede che tutte le autorità partecipanti rispettino le leggi nazionali in cui si svolgono le verifiche, senza esercitare poteri superiori a quelli conferiti dalla propria legislazione nazionale. Il prossimo paragrafo tratterà le norme operative durante le verifiche congiunte.

Quali sono le norme operative per le verifiche congiunte?

Le norme operative delle verifiche congiunte prevedono che le autorità fiscali degli Stati coinvolti agiscano sempre nel rispetto delle leggi nazionali del Paese in cui si svolge la verifica. Questo significa che i funzionari partecipanti non possono esercitare poteri al di fuori di quelli concessi dalla propria giurisdizione, anche se operano in un contesto internazionale. Durante la verifica, i funzionari devono:

  • Coordinarsi con i colleghi esteri per condividere informazioni e prove rilevanti.
  • Operare nel pieno rispetto delle norme locali relative alla privacy e alla protezione dei dati.
  • Documentare tutte le attività svolte e i risultati raccolti in conformità alle normative vigenti.

L'operato dei funzionari deve essere trasparente e tracciabile, assicurando che le procedure siano condotte in modo corretto e legale. Il rispetto delle normative locali è cruciale per evitare che le informazioni raccolte vengano contestate o che la verifica stessa sia invalidata. Nei prossimi paragrafi, ci concentreremo sui diritti dei soggetti sottoposti a verifica e sulle fasi finali della procedura.

Quali sono i diritti dei soggetti sottoposti a verifica congiunta?

I soggetti sottoposti a verifica congiunta godono degli stessi diritti previsti per le verifiche fiscali nazionali. Ciò significa che, anche in un contesto di cooperazione internazionale, i contribuenti devono essere trattati equamente e con pieno rispetto dei loro diritti. Tra i diritti principali vi sono:

  • Il diritto a essere informati dell'avvio della verifica.
  • Il diritto a fornire documentazione e chiarimenti durante la procedura.
  • Il diritto alla tutela della privacy, con particolare attenzione al trattamento dei dati personali e finanziari.

Inoltre, i soggetti verificati devono poter accedere ai verbali delle operazioni svolte e, qualora necessario, presentare ricorso contro eventuali decisioni che ritengano ingiustificate. Questa tutela assicura che il contribuente sia sempre consapevole delle attività di verifica e possa intervenire per difendere i propri interessi. La conclusione della verifica, come vedremo nel prossimo paragrafo, comporta la redazione di un report finale condiviso tra le autorità fiscali.

Come si conclude una verifica congiunta?

Al termine della procedura di verifica congiunta, le autorità fiscali coinvolte redigono una relazione finale che riassume i risultati ottenuti. Questa relazione viene condivisa con tutte le parti interessate, compresi i soggetti sottoposti a verifica. Il report finale ha l'obiettivo di fornire una visione completa e trasparente delle attività svolte, delle prove raccolte e delle conclusioni raggiunte. In particolare, la relazione deve includere:

  • Sintesi delle operazioni svolte nei vari Stati coinvolti.
  • Prove documentali e testimonianze raccolte durante la verifica.
  • Eventuali discrepanze o irregolarità rilevate.
  • Le conclusioni finali relative all'accertamento fiscale.

La condivisione della relazione tra le autorità fiscali partecipanti garantisce che tutti gli Stati coinvolti abbiano accesso alle stesse informazioni, riducendo il rischio di contestazioni future. I contribuenti, dal canto loro, ricevono una notifica formale delle conclusioni raggiunte, con l'opportunità di comprendere e, se necessario, contestare le determinazioni fiscali adottate.

Ottieni Giustizia Fiscale

Ricorsi Tributari Rapidi e Efficaci grazie al Metodo PTT e a un’esperienza Trentennale. Ricorsi per annullare atti ingiusti, fermare esecuzioni, diminuire sanzioni e azzerare interessi, risolvendo Crisi d’Impresa dovute a Debiti Tributari

L'autore

Immagine di Avv. Michele Melchiorre
Avv. Michele Melchiorre

L'avv. Michele Melchiorre, laureato in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è specializzato in diritto Tributario e della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza. Gestisce lo Studio Legale Melchiorre, ed è ideatore e titolare del band Avvocato Tributarista legal; noto per competenze in diritto Penale, Tributario e Crisi di Impresa, è anche Presidente dell'Associazione Benefit Cattolica Consumatori dal 2016.

Altri articoli