Il Decreto Riscossione 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il D.Lgs. n. 110/2024, introduce importanti modifiche per l'efficienza della riscossione dei crediti pubblici. La riforma mira a ridurre il carico amministrativo dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, migliorando la gestione delle pratiche e velocizzando le procedure.
I principi della riforma della riscossione
La riforma risponde alle criticità accumulate negli anni nel recupero dei crediti, tra cui l'enorme quantità di debiti inesigibili. Per affrontare questo problema, la legge delega n. 111/2023 ha fissato criteri e principi fondamentali:
- Semplificazione delle procedure di riscossione per velocizzare il recupero dei crediti.
- Pianificazione annuale delle attività di riscossione, concordata con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).
- Riduzione del ruolo dell'Agente della riscossione, lasciando agli enti pubblici maggiore responsabilità nella gestione dei crediti.
- Introduzione di strumenti tecnologici avanzati per migliorare il recupero e l'interoperabilità dei dati.
Queste modifiche puntano a migliorare l'efficacia della riscossione, riducendo il numero di pratiche destinate a rimanere irrisolte.
Nuove norme per gli ufficiali della riscossione
Il decreto introduce nuove disposizioni per gli ufficiali della riscossione, che avranno un ruolo più mirato nella gestione dei crediti. Le principali novità riguardano:
- Maggior controllo sui debitori, con verifiche approfondite prima di avviare le procedure esecutive.
- Rafforzamento dei poteri di riscossione, attraverso strumenti più efficaci per garantire il pagamento delle somme dovute.
- Miglioramento della riscossione coattiva, eliminando pratiche inutilmente lunghe e inefficaci.
Queste misure permetteranno di rendere più selettivo l'intervento dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, concentrandosi sui crediti con più alte probabilità di essere riscossi.
Modifiche alla gestione del ruolo non cartolarizzato
Una delle novità più significative è la revisione della gestione del ruolo non cartolarizzato, ovvero quei crediti non ceduti a soggetti privati. In particolare, il decreto stabilisce che:
- I crediti non riscossi entro cinque anni saranno restituiti agli enti creditori.
- Gli enti pubblici potranno gestire direttamente la riscossione o affidarla a soggetti privati iscritti all'albo speciale del MEF.
- L'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà riassumere il carico solo in presenza di nuove informazioni economiche sul debitore.
Questa riforma permette di alleggerire il carico dell'Agenzia e aumentare l'efficienza nel recupero dei crediti.
Le differenze tra Equitalia e Agenzia delle Entrate-Riscossione
Una delle domande più comuni riguarda la differenza tra Equitalia e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Equitalia è stata istituita nel 2005 dal governo Berlusconi per centralizzare la riscossione dei tributi. Tuttavia, a causa di inefficienze e problematiche nella gestione, è stata abolita nel 2017 e sostituita dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le principali differenze tra le due entità sono:
- Equitalia operava come società privata, mentre l'Agenzia delle Entrate-Riscossione è un ente pubblico.
- L'Agente della riscossione ha più vincoli e regole di trasparenza, per evitare abusi nel recupero dei crediti.
- Nuovi strumenti di rateizzazione e rottamazione, per facilitare il pagamento dei debiti da parte dei contribuenti.
La riforma punta a migliorare ulteriormente questo sistema, rendendolo più efficace e meno oneroso per i cittadini.
Le nuove disposizioni sulla riscossione coattiva dei tributi locali
Un altro aspetto chiave della riforma riguarda la riscossione coattiva dei tributi locali, spesso problematica per i Comuni e gli enti locali. Le novità introdotte prevedono:
- Maggior autonomia per gli enti locali nella gestione della riscossione.
- Possibilità di affidare il recupero a soggetti privati, attraverso gare pubbliche.
- Procedure più snelle per il recupero dei tributi locali, con tempi certi e strumenti tecnologici avanzati.
Questo permetterà ai Comuni di migliorare il recupero delle entrate, riducendo le perdite dovute a crediti inesigibili.
Il futuro della riscossione: obiettivi e sfide
Con la riforma della riscossione, il governo punta a un sistema più efficiente e meno gravoso per i contribuenti. Tra gli obiettivi principali vi sono:
- Ridurre il carico amministrativo dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- Responsabilizzare gli enti pubblici nella gestione dei propri crediti.
- Aumentare la trasparenza e l'equilibrio tra riscossione e tutela dei contribuenti.
Queste modifiche rappresentano un passo avanti per un sistema più equo ed efficace nella gestione dei tributi e dei crediti pubblici.
Aggiornamento Marzo 2025: non risultano ulteriori aggiornamenti normativi per il 2025 in materia di aggiornamenti riguardanti decreto riscossione. Pertanto, le disposizioni introdotte nel 2024 rimangono attualmente in vigore.






