Quali sono le cartelle esattoriali non più esigibili?

Definizione di cartelle esattoriali non più esigibili

Le cartelle esattoriali non più esigibili sono quelle che, per diverse ragioni, non possono essere più richieste dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Secondo le normative attuali, si tratta principalmente di quegli accertamenti fiscali di importo inferiore a 1000 euro, notificati tra il 2000 e il 2015, e che non sono stati pagati dai contribuenti né attraverso versamenti spontanei né tramite riscossione coattiva.

Queste cartelle vengono cancellate per diverse ragioni:

  • Prescrizione: Il termine legale entro cui il debito può essere riscosso è scaduto.
  • Importo minimo: La legge prevede che importi molto bassi non siano più esigibili dopo un certo periodo.
  • Vecchia data di notifica: Le cartelle notificate molto tempo fa, se non riscosse, possono essere considerate non più esigibili.

Nel prossimo paragrafo, esamineremo i criteri specifici per determinare la non esigibilità delle cartelle esattoriali e quali sono i benefici per i contribuenti.

Criteri per la non esigibilità delle cartelle esattoriali

Per determinare se una cartella esattoriale è non più esigibile, bisogna considerare diversi criteri stabiliti dalla legge. Questi criteri sono fondamentali per identificare i debiti che possono essere cancellati dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Ecco i principali criteri di non esigibilità:

  • Importo del debito: Deve essere inferiore a 1000 euro, comprese le sanzioni e gli interessi.
  • Periodo di notifica: La cartella deve essere stata notificata tra il 2000 e il 2015.
  • Stato dei pagamenti: Il debito non deve essere stato saldato né spontaneamente né attraverso azioni coattive.
  • Prescrizione: Deve essere trascorso il termine di prescrizione previsto dalla legge, generalmente 10 anni per i tributi erariali e 5 anni per i tributi locali.

Questi criteri assicurano che solo i debiti ormai considerati irrecuperabili siano cancellati, offrendo un sollievo significativo ai contribuenti con vecchie pendenze.

Successivamente, vedremo come i contribuenti possono verificare se le loro cartelle rientrano tra quelle non più esigibili e quali passi devono seguire per richiedere la cancellazione.

Come verificare se le cartelle sono non più esigibili

I contribuenti che desiderano verificare se le loro cartelle esattoriali sono non più esigibili devono seguire una serie di passaggi per ottenere le informazioni necessarie. Il primo passo è accedere alla propria area riservata sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove è possibile visualizzare lo stato delle cartelle.

Ecco i passaggi principali per la verifica:

  • Accesso all’area riservata: Utilizzare le credenziali SPID, CIE o CNS per accedere al portale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  • Consultazione delle cartelle: Visualizzare l’elenco delle cartelle esattoriali e verificare le date di notifica e gli importi.
  • Controllo dei criteri: Confrontare i dati delle cartelle con i criteri di non esigibilità (importo inferiore a 1000 euro, notifiche tra 2000 e 2015, non pagate).
  • Richiesta di verifica: Se si ritiene che una cartella sia non esigibile, si può presentare una richiesta di verifica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Nel prossimo paragrafo, esploreremo le procedure per richiedere formalmente la cancellazione delle cartelle esattoriali non più esigibili.

Richiedere la cancellazione delle cartelle esattoriali

Una volta verificato che una cartella esattoriale è potenzialmente non esigibile, il passo successivo è richiederne formalmente la cancellazione. Questo processo richiede l’invio di una domanda all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, corredata dai documenti necessari che dimostrano la non esigibilità del debito.

Ecco come procedere:

  • Preparazione della domanda: Redigere una richiesta formale di cancellazione, indicando le cartelle specifiche e i motivi della richiesta.
  • Allegare documentazione: Includere copie delle cartelle esattoriali e qualsiasi altro documento che possa supportare la richiesta (es. prove di prescrizione).
  • Invio della richiesta: Inviare la domanda tramite PEC o posta raccomandata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  • Attendere la risposta: L’Agenzia esaminerà la richiesta e risponderà con l’esito della valutazione.

Nell'ultimo paragrafo, discuteremo l’importanza di rivolgersi a un consulente fiscale per gestire al meglio le cartelle esattoriali e garantire che i diritti del contribuente siano tutelati.

L'importanza di una consulenza fiscale professionale

Affrontare la gestione delle cartelle esattoriali può essere complesso e stressante. Per questo motivo, rivolgersi a un consulente fiscale o a un avvocato tributarista può fare la differenza. Questi professionisti possono offrire assistenza nella verifica della non esigibilità delle cartelle, nella preparazione delle richieste di cancellazione e nella tutela dei diritti del contribuente.

Vantaggi della consulenza fiscale:

  • Assistenza personalizzata: Consigli e soluzioni su misura per la situazione fiscale specifica del contribuente.
  • Verifica accurata: Controllo dettagliato delle cartelle esattoriali per identificare eventuali errori o possibilità di cancellazione.
  • Supporto legale: Assistenza in caso di contenzioso o ricorso contro l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  • Pianificazione fiscale: Strategie per evitare future pendenze fiscali e migliorare la gestione delle finanze.

Ciao sono l'Avvocato Tributarista Michele Melchiorre specialista in ricorsi tributari rapidi e risolutivi. Per ottenere la giustizia fiscale che meriti contattami per una consulenza gratuita compilando il form di contatto qui sotto.

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L'autore

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Avv. Michele Melchiorre

L'avv. Michele Melchiorre, laureato in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è specializzato in diritto Tributario e della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza. Gestisce lo Studio Legale Melchiorre, ed è ideatore e titolare del band Avvocato Tributarista legal; noto per competenze in diritto Penale, Tributario e Crisi di Impresa, è anche Presidente dell'Associazione Benefit Cattolica Consumatori dal 2016.

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